Annunzio di proposte di Legge

In data 11 maggio 2015 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d’iniziativa dei deputati:
LIBRANDI: «Destinazione facoltativa dell’importo della rivalutazione dei trattamenti pensionistici, restituito in applicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 10 marzo 2015, a fini di equità intergenerazionale» (3111);

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Pensioni: Librandi, rimborso ingiusto,un ddl per restituirlo

(ANSA) – Roma, 9 mag 2015

“Dopo la contestata sentenza della Corte Costituzionale, dobbiamo consentire a chi ritiene iniquo il rimborso della rivalutazione delle pensioni per gli anni 2012 e 2013 la facolta’ di destinarlo a finalita’ di equita’ intergenerazionale, come l’abbattimento del debito pubblico e il sostegno dell’occupazione giovanile. E’ lo spirito della proposta di legge che ho appena inviato agli uffici legislativi e che, sono sicuro, trovera’ nei prossimi giorni molti firmatari tra i miei colleghi parlamentari”. Lo afferma in una nota il deputato di Scelta Civica, Gianfranco Librandi. “Non era difficile prevedere che molti cittadini, inclusi molti beneficiari della sentenza, trovino inaccettabile che la Corte Costituzionale abbia di fatto posto un onere multimiliardario sui lavoratori piu’ giovani, cioe’ i pensionati di domani. 9Faccio mie le parole del signor Mario Lavecchia, che in una lettera a Repubblica ieri ha giustamente parlato di ‘pizzo sui nostri figli’. Con la mia proposta di legge – conclude Librandi – si puo’ ridurre questa enorme iniquita’”.

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Librandi: Cari pensionati ricchi, rinunciate al rimborso della rivalutazione

Il blocco della rivalutazione degli assegni previdenziali sopra tre volte il minimo per gli anni 2012 e il 2013 – decisione assunta nel 2011 dal governo Monti con il voto favorevole di centrodestra e centrosinistra – fu dettato da una profonda necessità del Paese: mettere in salvo i conti dello Stato, assicurare il pagamento di tutte le pensioni (soprattutto di quelle dei meno abbienti) e restituire un futuro ai giovani italiani.

monsurr4 - Copia

Chissà se la Corte Costituzionale, nell’eccepire un difetto di motivazione per quella scelta, ha riflettuto sul fatto che quel decreto-legge è passato alla storia con il nome di “Salva Italia”. O se ha analizzato la curva degli spread. Ma tant’è.

Quella necessità di equità tra le generazioni è ancora profondamente attuale e nessuno – a mio parere – può sostenere che non si tratti di un principio fondante della costituzione formale e sostanziale del Paese. Per questo, sono certo che molti cittadini aventi diritto a quel rimborso pensano che sia sbagliato, soprattutto in questa fase storica, scaricare un costo ulteriore sul futuro e su chi lo vivrà. Anche perché, detto con franchezza, quei rimborsi finiranno per aumentare ancora di più la differenza tra i contributi effettivamente versati e gli assegni goduti.

Quel rimborso è un diritto, ma non un obbligo. Lancio una proposta: costituiamo un comitato “Non vogliamo il rimborso”, cui possano iscriversi e partecipare quanti credono che un’Italia migliore si costruisce anche a partire dalla rinuncia di questi “diritti acquisiti”. Il comitato sarebbe la testimonianza più esplicita che c’è un’Italia che ha ormai cambiato profondamente mentalità, scegliendo le leve della responsabilità e dell’equità.

GFL
Articolo di Gianfranco Librandi
pubblicato il 5 maggio 2015 sul sito di informazione Stradeonline.it